CODICI DEONTOLOGICI

CODICE DEONTOLOGICO CONSULENTE DEL LAVORO

Approvato dal Consiglio Nazionale
il 20 Dicembre 2006 (in vigore dal 1 Gennaio 2007)

Principi generali

  1. La deontologia dei consulenti del lavoro è l'insieme dei principi e delle regole etiche e comportamentali che ogni professionista, in quanto iscritto nell'Albo professionale dei consulenti del lavoro, deve osservare nell'esercizio della professione, in forma sia autonoma che dipendente, per dare la migliore risposta alle aspettative della società verso la professione medesima e a garanzia della fede pubblica. Le presenti norme di deontologia professionale si applicano a tutti i consulenti del lavoro nella loro attività, nei loro reciproci rapporti e nei confronti dei terzi. Nell'esercizio di attività professionale all'estero, consentita dalle disposizioni in vigore, il consulente del lavoro italiano è tenuto al rispetto delle norme deontologiche dello Stato in cui opera. Il cittadino comunitario o straniero, nell'esercizio dell'attività professionale in Italia, quando questa gli sia consentita, è tenuto al rispetto delle norme deontologiche contenute nel presente testo. Le stesse norme si applicano, in quanto compatibili, ai praticanti.

  2. Le norme incluse nel presente Codice hanno carattere vincolante. Ogni azione e omissione in contrasto con esse o comunque lesiva del decoro, del prestigio o del corretto esercizio della professione di consulente del lavoro, costituisce abuso o mancanza ed è punibile ai sensi di quanto previsto dal titolo IV della legge 11 gennaio 1979, n. 12.

  3. In caso di volontaria o consapevole violazione delle norme e dei principi contenuti nel presente Codice deontologico gli organi disciplinari applicano, nel rispetto delle norme procedurali contenute nell'apposito Regolamento, sanzioni adeguate alla mancanza, tenendo conto delle circostanze soggettive e oggettive e della reiterazione dei comportamenti anche omissivi. La responsabilità disciplinare è personale. Nel caso di esercizio della professione in forma associata o societaria, è disciplinarmente responsabile soltanto il consulente del lavoro cui si riferiscono i fatti specifici commessi. Valori professionali

  4. Compito del consulente del lavoro è svolgere con probità e diligenza l'assistenza e le prestazioni previste dalla legge in materia di lavoro, previdenza, assistenza sociale, tributaria e quant'altro previsto dalla legge istitutiva nonché le altre attività previste o consentite dalla legge e le relative attività di consulenza.

  5. Costituisce obiettivo primario della professione di consulente del lavoro, al fine di assicurare alla collettività la migliore disciplina delle relazioni di lavoro e delle attività connesse o comunque consentite al consulente del lavoro, il costante rapporto, attraverso gli Enti esponenziali di Categoria, con gli organi legislativi ed esecutivi onde rappresentare le necessità del mondo del lavoro e delle assicurazioni sociali.

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CODICE DEONTOLOGICO DOTTORE COMMERCIALISTA ED ESPERTO CONTABILE

Approvato dal Consiglio Nazionale
il 9 Aprile 2008 (aggiornato al 1 Settembre 2010)

Principi generali



IL CONSIGLIO NAZIONALE DEI DOTTORI COMMERCIALISTI E DEGLI ESPERTI CONTABILI

-visto l'art. 29, lett. c), del decreto legislativo 28 giugno 2005, n. 139 in base al quale il Consiglio Nazionale adotta ed aggiorna il codice deontologico della professione;
-visto l'art. 49, comma 1, del citato decreto legislativo n. 139 del 2005, in base al quale il procedimento disciplinare nei confronti dell'iscritto all'Albo è volto ad accertare la sussistenza della responsabilità disciplinare dell'incolpato per le azioni od omissioni che integrino violazione di norme di legge e regolamenti, del codice deontologico, o che siano comunque ritenute in contrasto con i doveri generali di dignità, probità e decoro, a tutela dell'interesse pubblico al corretto esercizio della professione;
-visto l'art. 50, comma 6, del citato decreto legislativo n. 139 del 2005, in base al quale il professionista è sottoposto a procedimento disciplinare anche per fatti non riguardanti l'attività professionale, qualora si riflettano sulla reputazione professionale o compromettano l'immagine e la dignità della categoria;
-visto il Code of Ethics for Professional Accountants emanato dall'IFAC - International Federation of Accountants, nella versione attualmente in vigore;
-visti gli orientamenti in materia deontologica espressi dalla FEE - Fédération des Experts Comptables Européens;
-considerata la necessità ed urgenza di emanare un nuovo codice deontologico della professione a seguito dell'istituzione dell'Ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti contabili, in sostituzione dei previgenti codici deontologici approvati dai soppressi Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e Consiglio Nazionale dei Ragionieri e Periti Commerciali;
-in attesa di una più ampia riforma del codice deontologico, nel cui ambito saranno incluse norme di maggior dettaglio per l'esercizio della professione e di funzioni di essa; ha emanato il seguente

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